IL PRIMO "TIGER MEET" NON SI SCORDA MAI…
L'estate del '91 è stata per me una sorta di battesimo nel mondo delle manifestazioni internazionali di grande richiamo; l'evento durante il quale ho vissuto questa esperienza è stato l'AIRTATOO '91 presso la base di Fairford. L'edizione di quell'anno aveva per tema le Tigri Volanti, col fine di riunire, nello stesso aeroporto, molti dei gruppi di volo aventi la tigre come simbolo di reparto.

Fairford è una base sede del 7020th Air Base Squadron, situata a circa 60 km a ovest di Londra, nella quale, annualmente, si organizza una grande MAF dall'alto contenuto tecnologico e spettacolare. Mancano ormai pochi minuti all'atterraggio, la torre autorizza il Comandante all'avvicinamento e, successivamente, ad impegnare il cielo campo per 5' da 0 a 5000 piedi per una ricognizione, durante la quale, mi accorgo che l'intero sedime aeroportuale é ricoperto da decine di sagome d'aeroplano. Dopo l'atterraggio veniamo accompagnati alla cheek-in room:"Welcome at RAF Fairford .", così recitava il cartello di benvenuto nella sala breafing per gli equipaggi e personale tecnico che, nei due giorni seguenti, avrebbero dovuto dar vita alla Festa dell'Aria.
La posizione privilegiata di cui godevo dipendeva dall'invito ricevuto dal mio gruppo di appartenenza ad esibirsi durante l'Airshow; ciò mi avrebbe permesso di muovermi liberamente tra gli aerei in linea volo e alcuni hangars adibiti, per l'occasione, a stand o mostra fotografica.
Il giorno seguente dopo un'abbondante colazione (rigorosamente all'inglese!), parto, insieme ai colleghi, per la base. La prima considerazione va di diritto alle condimeteo insolitamente buone, il che mi predispone positivamente ad affrontare il resto della giornata.
Il lavoro "vero"comincia sull'aeroplano dove inizio la prevolo, che si conclude dopo circa 45' con la firma del libretto di volo. L'esibizione (prova) è prevista per le 15.30, gli aerei sono pronti al decollo, per cui si decide di andare a pranzo per poi essere liberi di visitare la "statica" e godersi allo stesso tempo il volo degli altri velivoli che, dalle 10.00, si danno il cambio senza tregua sul cielo campo; così facendo ho potuto fotografare un sacco di aerei, alcuni dei quali, per l'occasione, avevano perso parte del loro grigiore a favore di sfavillanti livree, come suggerito dalle foto allegate. Il tempo passa inesorabile, è ora di tornare agli aerei.

Dopo un ultimo controllo al velivolo, attendo l'arrivo del pilota, con il quale, dopo pochi minuti, iniziamo il check-control "around the plane". Una volta in cabina il leader da l'ok per l'avviamento simultaneo dell'intera formazione, pronta in breve al rullaggio ed al successivo decollo. Le prove si concludono con regolarità e soddisfazione personale per il lavoro svolto; la mente mi porta ad immaginare, non senza emozioni, ciò che accadrà domani, giornata clou di tutto l'Airshow. Il programma del giorno della MAF ricalca quello delle prove, con in più la partecipazione corale di un pubblico numeroso e all'apparenza molto attento. I nostri velivoli concludono, come sempre, il loro show con una lunga fumata tricolore, tanto lunga da raggiungere e toccare il cuore di coloro che, in quel Tricolore, ritrovano l'orgoglio di essere Italiani.

Con l'atterraggio dell'ultimo aeroplano si conclude la prima parte dell'Airshow. Il deflusso del pubblico è immediato e si protrae fino a tarda serata. Il nostro lavoro si conclude con il rifornimento e la post-volo: tutti gli aeroplani sono efficienti e pronti al rientro in Italia, ma qui c'è ancora molto da fare… Il vero Tiger meet si festeggia a terra e precisamente in un grosso hangar opportunamente allestito, per l'occasione, in diversi settori dove poter mangiare, "bere" e addirittura ballare. Al nostro arrivo in hangar, mi accorgo di quanto internazionale sia questo evento, tanti infatti sono gli equipaggi e paesi che essi rappresentano. Tra una birra ed un omelette (famose a Fairford!) il tempo scorre inesorabile ed immancabile arriva il momento in cui ci si saluta scambiandosi alcuni gadgets, il più ambito dei quali è il foulard tigrato. Questa usanza è così radicata che, una volta sul pullman per tornare in hotel,era quasi impossibile distinguere reparto o nazionalità di alcuni aviatori. Una volta in camera ripenso alla splendida giornata appena trascorsa ed ai mille ricordi che porterò con me al mio rientro a casa. Lunedì mattina è il giorno dei rientri, i decolli si susseguono e, uno dopo l'altro, tutti gli aerei raggiungono le rispettive basi di appartenenza. Noi rientriamo nel pomeriggio dopo uno scalo tecnico in Germania, con la formazione di 11 aeroplani al completo.
Come dicevo prima, i ricordi sono tanti e con essi un po' di nostalgia per i giorni del Tiger meet; ma come spesso accade non c'è tempo per soffermarsi a lungo su queste sensazioni poiché incalzano già i preparativi e le prove della prossima missione.

A.P. (crew-chief PONY 1)